Olio

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Olio di oliva
L’olio extra vergine d’oliva è benefico poiché possiede sostanze antiossidanti, i fenoli, i
carotenoidi e tocoferoli (vitamina E).
Ha proprietà’ antinfiammatorie e vasodilatatore e antidiabetico, contrasta lo stress ossidativo di radicali liberi e colesterolo LDL sui globuli rossi.
E’ benefico nella prevenzione di malattie cardiovascolari quali l’aterosclerosi.
Olio di oliva è estratto dalle olive, cioè i frutti dell’olivo. Si ottiene dalla spremitura meccanica
delle olive.

Olio di soia
L’olio di soia, si ottiene mediante estrazione dai semi della soia attraverso una lavorazione particolare chiamata crush con l’utilizzo di solventi chimici. La spremitura a freddo per ottenere l’olio è possibile, ma ha una resa molto bassa.
E’ indicato come condimento di cibi

Olio di arachidi
L’olio di arachidi è un olio vegetale, si ricava per pressione o attraverso solventi dai semi di arachidi.
E’ consigliato per la frittura.

Olio di mais
L’olio di mais è estratto dai semi di Zea mays, graminacea del nord America, la sua composizione e’ molto ricco di acido linoleico e vitamina E.
E’ impiegato come olio da tavola.

Olio di girasole
L’olio di semi di girasole è estratto dai semi di girasole.
Viene consigliato per friggere.

Olio di palma
L’olio di palma è un olio vegetale. Dal frutto della palma da olio si ottiene l’olio di palma dai semi si ottiene l’olio di palmisto.

E’ usato per la frittura.

Olio di Oliva in Italia
Puglia, Calabria, la Sicilia e la Campania hanno un’incidenza nella produzione nazionale di
oltre l’85% di tutto l’olio di oliva prodotto nel nostro paese. La rimanente produzione che ha
una certa rilevanza se la dividono Toscana, Liguria, Umbria, Marche e Abruzzo.
Si rileva che per chi è in cerca di un olio di qualità, esso è garantito dalla certificazione DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Tipica) sparse nelle diverse aree di produzione su tutte le regioni Italiane.
La normativa vigente definisce, infatti, come oli “Vergini” di oliva quelli: “ottenuti dal frutto mediante operazioni puramente fisiche e senza alcuna miscelazione o aggiunta di oli di altra natura”.

In Italia l’olivo è stato diffuso da vari popoli mediterranei, inizialmente dai Fenici (in Sicilia) e dai Greci (nella Magna Grecia).

Ma sono stati i Romani ad ampliare e potenziare la coltivazione nelle zone dove le condizione climatiche e pedagogiche lo hanno permesso.

Dai romani in poi malgrado vicende alterne che hanno visto periodi di auge e periodi di crisi, l’ulivo ha esteso la sua diffusione in tutto il Centro-Sud e nelle Isole.

Attualmente si può affermare che praticamente ogni regione italiana, tranne Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, e Piemonte, può vantare una propria olivicoltura, ognuna con un proprio cultivar predominante.
E’ ormai riconosciuta l’esistenza di numerose tipologie di olivi in coltivazione in Italia.

Si stima che ci sono più di 500 varietà (cultivar) : leccino, casaliva, pisciottana, coratina, moraiolo biancolilla, frantoio, taggiasca, moresca, carolea, ecc. ecc.; ciascuna di essa con caratteristiche diverse che variano da Regione a regione, ma più precisamente, da luogo a luogo.
Negli altri paesi come la Spagna e la Francia ne possiedono molto meno: 50-70 al massimo, di cui solo 6-10 sono i più diffusi. In Italia Noi abbiamo più di 500 varietà, di cui quasi quattrocento, iscritte ufficialmente nello schedario oleicolo Italiano, esse sono in grado di produrre un’infinità di olive d’eccellenza, moltiplicate poi per il numero infinito dei microclimi e qualità dei terreni, ci rende, indiscutibilmente e senza dubbio, i soli protagonisti qualitativi del mercato oleario mondiale.

Si contano circa 250 milioni di piante (oliveti italiani), molte delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all’ambiente. L’Italia è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione nazionale media di oltre 6 milioni di quintali, due terzi dei quali extravergine.