Caffè

Caffè

La pianta del caffè appartiene al genere Coffea, della famiglia delle Rubiacee.

Dai semi di questa pianta, opportunamente tostati e macinati, si ottiene la bevanda più conosciuta a consumata al mondo: il caffè.

Questa pianta originaria probabilmente dell’Etiopia, è oggi coltivata soprattutto nell’America Latina e in Africa, per i suoi frutti.

Il termine caffè deriva dalla parola araba “qahwa”.

Questo termine in origine identificava una bevanda prodotta dal succo estratto da alcuni semi, che provocava effetti eccitanti e stimolanti.

La pianta entra i produzione a partire dal terzo anno dalla semina e fornisce in media 1 Kg di semi per pianta ogni anno.

Attualmente le specie più coltivate sono la Coffea arabica, molto aromatica, con contenuto di caffeina del 1,3% e la Coffea robusta meno aromatica della precedente, ma con un contenuto di caffeina del 2,4%.

Tuttavia le caratteristiche organolettiche ed aromatiche sono strettamente legate al luogo di origine ed alle modalità di torrefazione.

Comunque la classificazione si basa soprattutto sulla provenienza, perché le caratteristiche sia organolettiche che aromatiche, sono strettamente legate al luogo di origine.

Origini del Caffè

Il caffè è originario del Medio Oriente, in particolare dello Yemen.

La prima menzione conosciuta del consumo di caffè risale all’Etiopia del XIII secolo.

Qui la leggenda narra che il caffè sia stato scoperto da un capraio chiamato Kaldi dopo aver notato le sue capre che danzavano in cerchio dopo aver mangiato bacche da un albero sconosciuto.

Una delle prime persone ad assaggiare questa nuova bevanda fu Al-Shadhili, un mistico sufi che visse nella penisola arabica circa 800 anni fa.

Egli scrisse delle sue qualità energizzanti e persuase i compagni sufi a berlo per sostentarsi durante i loro lunghi viaggi nel deserto.

Nel XV secolo la conoscenza del caffè si estese nel Medio Oriente fino ad Istanbul.

Qui il suo consumo avveniva nei luoghi d’incontro dell’epoca, locali simili a taverne in cui i turchi solevano sedersi e consumare questa bevanda.

Venezia, grazie ai suoi rapporto con l’Oriente, fu la prima ad introdurre il caffè in Italia: le prime botteghe del caffè comparvero nel 1645.

Caffè decaffeinato

La decaffeinizzazione è un trattamento industriale al quale esso si sottopone per eliminare la maggior parte della caffeina.

Consiste nel trattarlo non tostato con vapore surriscaldato e nell’estrarre poi l’alcaloide con solventi organici quali benzene, cloroformio, trielina o alcol.

Poiché parte della caffeina permane nei chicchi questi sono nuovamente sottoposti ad estrazione con vapor d’acqua, trattamento che serve a rimuovere anche eventuali tracce di solvente.

Per legge il caffè decaffeinato non deve contenere più dello 0,15 % di caffeina residua.

Caffè espresso

Nel mondo sono utilizzati “otto” modi diversi per preparare il caffè.

In Italia, il cui uso ebbe inizio verso il 1640, si prepara con la “moka” (perfezionamento del caffè alla napoletana) e con le “macchine espresso”.

Con la moka la bevanda si ottiene per filtrazione forzata con acqua surriscaldata, si utilizzano 5-8 grammi di polvere di caffè il processo si completa in due minuti.

Con la macchina espresso la bevanda si ottiene più rapidamente, in 30 secondi, per cui viene estratta una minore quantità di caffeina.

Nel caffè lungo che contiene più acqua e impiega più tempo per essere estratto, la quantità di caffeina presente nella bevanda è maggiore.

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